Non ci sono solo la siccità e le temperature record a impensierire la filiera del riso italiano. A pesare su un comparto che conta 3.600 aziende agricole, 90 riserie e una produzione di 1,4 milioni di tonnellate di risone, pari al 60% di tutta la produzione dell'Unione Europea, sono ancora fattori strutturali: il 60% del riso che fa ingresso nell'UE beneficia infatti di concessioni a dazio zero, riservata ai paesi meno avanzati come Cambogia e Myanmar. E come se non bastasse, la metà del riso lavorato importato giunge già confezionato, mentre le verifiche fitosanitarie sui carichi provenienti da India e Pakistan risultano ancora insufficienti.
È l’allarme lanciato da Vercelli dal Presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Raffaele Drei che in occasione dell’inaugurazione di Risò, il Festival Internazionale del riso, torna a rinnovare la richiesta di intensificare e rafforzare i controlli sui prodotti importati.
Le importazioni di riso in Europa, secondo i dati elaborati da Areté sulla base delle rilevazioni della Commissione Europea, restano del 33% superiori ai livelli del 2020/21. La produzione comunitaria di riso è diminuita del 16% nel confronto con la media delle ultime cinque campagne con quella delle cinque precedenti. A fronte di un aumento dei consumi del 5%, il deficit di produzione è stato gioco forza compensato da un aumento delle importazioni.
“Occorrono verifiche più rigorose sull'origine e sulla tracciabilità del riso straniero – spiega il Presidente Drei - per evitare che le nostre aziende siano penalizzate dalla concorrenza sleale. Ribadiamo pertanto il nostro appello: vogliamo tutele per tutti gli agricoltori che lavorano e producono in Europa che siano improntate ad un principio di reciprocità. L’attuale assetto normativo, com’è noto, non impone ai prodotti importati di rispettare gli stessi standard ambientali e di sicurezza richiesti agli agricoltori comunitari”.
Per fortuna una buona notizia arriverà dal prossimo anno. A partire dal 2027 entreranno in vigore le clausole di salvaguardia automatica: al superamento delle soglie fissate (313.268 t per la Cambogia e 249.200 t per il Myanmar), verranno ripristinati contingenti daziari limitanti per tutelare la filiera europea.